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Giorgio Mercandelli

Aprendo lo sguardo alla bellezza del mondo ho scoperto la gioia di realizzarmi in un vino che riflette il mio esclusivo rapporto col vigneto, dove non esiste una varietà e un territorio migliore perchè in natura non esistono ingiustizie.

Un vino che racconta la sua storia col gusto di tutte le forze che hanno creato e trasformato il frutto nello stesso modo in cui hanno creato e trasformato l'uomo fin dall'origine.

L'origine della vita, della morte dei sogni, a cui ora rispondo con l'armonia di un vino che non ha il gusto dell'uva, che fermenta e muore perché è mortale, ma della sua memoria, che fermenta e vive perché è eterna.

La stessa eternità che vive in me per ricordarmi chi sono, perchè sono il frutto di una coscienza che si riflette nel mondo e il vino è il frutto del mio mondo che si riflette in ogni coscienza.

Un mondo che realizzo nel vigneto per ritrovare il senso della mia stessa origine con l'armonia e la bellezza, non la produzione.

Nessuna potatura, perché non voglio ferire le piante.

Nessuna concimazione, perché la purezza del suolo è alla base della purezza dei frutti.

Nessun diradamento, perché le piante sanno quello che fanno.

Nessun trattamento, perché la malattia è solo un riflesso della mia stessa coscienza.

Coltivo l'armonia della natura nella purezza dei frutti per trasformarla in un vino che diventa piacere, salute e ispirazione, con l'armonia dello stesso pensiero che ha creato il mondo.

Un vino universale, che esalta ogni piatto e risuonare ad ogni assaggio, perché le bottiglie possono restare aperte per mesi.

Un vino unico, che riflette chi sono, perché anch'io sono un frutto che si realizza in ogni bottiglia.

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